News: : Reportage sul primo Stage Nazionale
(Categoria: Miscellanea)
Inviato da Marco Forti
lunedì 14 dicembre 2009 - 09:36:42

Reportage sul primo Stage Nazionale Karate Do Italia Kenkyukai

I numeri potrebbero da soli dare la dimensione di un evento: 87 praticanti provenienti da cinque diversi dojo, dieci lezioni dirette da sette diversi docenti e tre assistenti per un totale di diciassette ore di lezione per due giorni di pratica.

Ma i numeri da soli non bastano a quantificare la passione, l’entusiasmo e l’amicizia che hanno unito i partecipanti al primo stage nazionale della Karate Dō Italia Kenkyūkai, tenutosi il 12 e 13 dicembre presso il Centro Internazionale Danza di Parma, sede di pratica dell’A.S.D. Sen No Sen che ha gestito magistralmente l’organizzazione logistica dello stage.

Hanno preso parte all’evento, oltre agli ospitali amici del Sen No Sen, le palestre associate Bushido Karate Do di Forlì, Seishinkai di Cesena, Karate Do Shotokai Bologna e un gruppo di amici della polisportiva Budokwaj di Parma.


Le lezioni, divise in ordine di età e grado, minuziosamente e saggiamente preparate da istruttori e maestri dell’associazione, hanno toccato diversi aspetti della pratica del karate, spaziando in maniera eterogenea all’interno di questa affascinante arte marziale.

Ogni docente ha proposto quindi un diverso studio: l’Istruttore Paolo Asirelli, apportando anche la sua preziosa esperienza come operatore shiatsu e coniugando i principi alla base delle due arti, ha focalizzato, tramite le tecniche del Do Zen, il lavoro dei praticanti sulla corretta respirazione armonizzandola con l’esecuzione delle tecniche di karate per ottenere maggior efficacia massimizzando il kime (focalizzazione dell’energia nel punto di impatto). Gli stessi principi, sapientemente adattati all’esperienza e alla competenza tecnica di ciascun partecipante, sono stati proposti sia al gruppo delle cinture bianche e gialle che a quello delle cinture arancioni e verdi.

L’Istruttore Pietro Mendola, lavorando sia con il gruppo delle cinture bianche e gialle, sia con quello delle arancioni e verdi sul kihon (tecniche di base), ha focalizzato l’attenzione dei praticanti sulla corretta postura e la decontrazione del corpo, spiegando con esempi pratici l’importanza dello scarico del proprio peso a terra per portare sulla tecnica tutta la propria energia. L’esperienza del docente e l’empatia che si è subito creata con i praticanti ha portato questi ultimi ad esprimersi senza risparmiare energie, con disponibilità e determinazione.

L’Istruttore Marcello Amadori ha proposto alle cinture bianche e gialle un lavoro sull’ippon kumite articolato sull’uso dei sensi, stimolando i praticanti a reagire prima a stimoli tattili, poi visivi e uditivi. Alle cinture arancioni e verdi ha proposto Kihon Tsuki Waza Futari Geiko, pratica tratta dal Koryu Uchinadi di Hanshi Patrick McCarthy. I presenti applicando per la prima volta le parate di base con funzione diversa da quella cui erano sempre stati abituati e a distanza ravvicinata hanno vissuto la lezione con trasporto ed entusiasmo.

Passiamo ora al foltissimo gruppo delle cinture blu, marroni e nere che hanno affollato, facendola apparire quasi insufficiente, la palestra di oltre 300 metri quadrati in cui si è svolto lo stage.

Gruppo cinture blu, marroni e nere
Gruppo cinture blu, marroni e nere

La prima lezione del sabato mattina ha visto il Direttore Tecnico del Sen No Sen, Istr. Angelo Camelia mettere a disposizione di tutti la propria grande esperienza attraverso un lavoro sull’efficacia dei keri (tecniche di calcio) preparato fin nei minimi dettagli. Ogni tecnica è stata esaminata in tutte le fasi di esecuzione enfatizzando il corretto utilizzo del corpo per ottenere la miglior efficacia da ogni colpo. Sono stati analizzati ed eseguiti: mae geri (calcio frontale), yoko geri (calcio laterale), mawashi geri (calcio circolare) e kakato geri (calcio ad ascia). Grazie all’uso di appositi colpitori i partecipanti hanno potuto provare l’efficacia dei principi proposti colpendo a piena potenza.

Il M° Andrea Severi ha diretto al sabato pomeriggio una sessione di allenamento sul midare (forma di allenamento a due o più praticanti): iniziando la pratica dalle basi dell’esercizio per poi ricondurlo, analizzando compiutamente tutti i principi che lo caratterizzano, alla sua forma completa. Il M° Andrea Severi ha portato l’attenzione dei praticanti sull’importanza della concentrazione sull’avversario e sulla determinazione nell’esecuzione dell’esercizio proponendo poi, per i gradi Dan, anche l’esecuzione di midare futari gake e midare yonin gake (midare contro due e quattro avversari). L’approccio scelto per l’introduzione dell’esercizio e il clima di grande collaborazione e serenità ha stimolato tutti a dare il massimo, anche le cinture blu e marroni, pur non avendo la stessa esperienza dei gradi Dan nella pratica del midare, si sono messi in gioco con una serietà ed una determinazione davvero encomiabile.

Il M° Marco Forti, nella lezione domenicale destinata al gruppo delle cinture blu, marroni e nere che ha concluso lo stage, ha proposto un lavoro basato sul Karate classico di fine 800, introducendo le tecniche del Koryu Uchinadi di Hanshi Patrick McCarthy, illustre ricercatore sulle origini del karate delle isole Ryukyu e direttore tecnico della Ryūkyū Karatejutsu Kokusai Kenkyūkai. Dopo un’introduzione teorica sulla collocazione storica del karate e sui suoi principi originari, la lezione ha visto i partecipanti impegnati in tecniche di sensibilizzazione (tegumi) e di applicazione pratica a breve distanza (futari geiko) decisamente impegnativi.
Molti dei presenti si trovavano per la prima volta ad utilizzare le tecniche del Karate in modo del tutto inusuale, a gestire la cortissima distanza e il corpo a corpo contro attacchi non convenzionali (atti di violenza fisica abituale) ricostruendo quel legame perduto tra i principi presenti nei kata e la pratica del combattimento reale. Nonostante la complessità delle tecniche proposte tutti hanno dimostrato un impegno e un entusiasmo che ci ha davvero colpiti.

Lo stage ha contemplato anche una lezione dedicata ai più piccoli.

Parte del gruppo dei bambini impegnati nella pratica del kihon
Parte del gruppo dei bambini impegnati nella pratica del kihon

Diretti dall’Istruttore Gaetano Monti, coadiuvato dagli assistenti Morris Bartoletti, Francesco Mazzanti e Davide Maldini, i piccoli karateka hanno potuto dimostrare le loro abilità nelle tecniche di base in presenza dei compiaciuti genitori, per poi cimentarsi con i percorsi finalizzati all’allenamento delle capacità coordinative in una divertente gimcana tra i birilli, evitando i colpi delle “spade laser” e le raffiche di palline di gomma, attraversando scale di corda e colpendo palloni di spugna con le tecniche di karate! Alla fine delle due ore di allenamento, sotto gli occhi divertiti dei genitori, i piccoli dimostravano di avere ancora in serbo energie inimmaginabili attorniando con gioia e trasporto gli istruttori impegnati nella consegna degli attestati di partecipazione.

Come tanti fiumi che si uniscono un unico corso per poi proseguire insieme verso il mare, ogni partecipante allo stage ha così potuto portare con disponibilità la propria esperienza, molti si sono alternati nei ruoli di insegnante e studente con grande umiltà. Ogni praticante, nessuno escluso, ha potuto dare il proprio contributo, senza prevaricazione alcuna, ricevendo al tempo stesso in dono qualcosa da portare a casa e da aggiungere al proprio bagaglio tecnico.

La cosa più bella è stata il vedere tutti i presenti, dopo la consegna degli attestati di partecipazione, continuare a restare in sala, a fare domande agli insegnanti … nessuno pareva aver voglia di salutare e tornare negli spogliatoi.

Speravamo in un buon risultato ma quello a cui abbiamo assistito è stato a dir poco entusiasmante, oltrepassando abbondantemente ogni migliore aspettativa.

La Karate Dō Italia Kenkyūkai ringrazia sentitamente tutti i docenti, gli allievi, i genitori e gli amici che in ogni modo hanno contribuito alla realizzazione di questo evento dimostrando che le grandi cose si costruiscono con i contributi portati col cuore, con il vero studio, con la ricerca continua e con l’impegno di tutti.

Il primo stage della nuova associazione va così in archivio lasciando una piccola grande certezza che tutti hanno avvertito e che vuol essere al tempo stesso promessa ed augurio per il futuro: qualcosa è davvero cambiato!

Una delle tante foto di gruppo al termine delle sessioni di allenamento
Una delle tante foto di gruppo al termine delle sessioni di allenamento








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