Secondo soltanto alla numerosa partecipazione degli inglesi, quello italiano era il gruppo più nutrito, con la partecipazione di delegazioni di tutte le palestre associate della Karate Dō Italia Kenkyūkai (Sen No Sen Parma, Karate Jutsu Bologna, Bushido Karatedo Forlì e Seishinkai Cesena) e degli amici dell’ASD Seidokan di Pisa.
Tutte le palestre italiane si sono presentate unite come un unico grande gruppo, a sottolineare ancora una volta l’amicizia e la collaborazione che le unisce, nel comune interesse e passione per la ricerca, la pratica e la crescita nell’arte marziale.
Grazie anche al virtuosismo dell’amico Rob, tra i vari gruppi internazionali, provenienti da differenti stili di pratica del karate-do, si è immediatamente instaurato un sereno e costruttivo clima di complicità ed amicizia: lo stage si è così trasformato in una variopinta Babilonia delle arti marziali, avente come comune denominatore la passione e la collaborazione in un forte spirito di condivisione da parte di tutti!
Le lezioni, tenutesi in una accogliente ed attrezzata palestra universitaria, sono state dirette come di consueto dai Maestri Koibuchi, Ariga e Nakano col supporto di Keisuke e degli altri membri dello Yutenkai. Persino i Maestri, di fronte ad una così numerosa ed appassionata partecipazione, si sono mostrati visibilmente emozionati!
I Maestri hanno così mostrato il loro lavoro incentrato sulla decontrazione e l’utilizzo efficace delle rotazioni del corpo, sul corretto equilibrio per ottenere un completo scarico del peso a terra assecondando la forza di gravità, massimizzando in questo modo l’efficacia di ogni tecnica.
Il lavoro mostrato dai Maestri dello Yutenkai propone principi che prescindono dalle differenze tecniche dei singoli stili di karate praticati dai partecipanti, e anche per questo sono stati accolti da ogni singolo atleta con grande interesse e partecipazione.
La prima giornata di pratica, aperta con il
taiso (ginnastica) condotto dall’amico Rob, è stata incentrata su dieci diversi esercizi che, partendo da semplici forme di stretching, si proponevano di sviluppare una sempre maggiore confidenza con la gestione della propria linea centrale, unitamente all’attenzione verso la reazione generata sul corpo del compagno.
Durante la seconda giornata sono stati sviluppati invece undici diversi esercizi a difficoltà crescente, incentrati su tecniche di proiezione.
Attraverso lo sviluppo di questi esercizi i maestri hanno cercato di trasmettere un differente approccio nel lavoro in coppia, cambiando la visione del proprio partner; questi non è un avversario da sottomettere, ma un compagno al quale donare la propria energia.
Questo differente atteggiamento mentale da parte di chi porta la tecnica influisce in maniera estremamente positiva sulla decontrazione del corpo, permettendo a tutta la propria energia di scaricarsi come un “dono” al compagno, massimizzando di fatto l’efficacia di ogni tecnica portata. Un atteggiamento minaccioso e di chiusura nei confronti del proprio compagno porta invece ad una contrazione del proprio corpo, impedendo di fatto alla tecnica di utilizzare tutto il nostro potenziale di energia.
La tecnica applicata unitamente a queste considerazioni, assume il ruolo di strumento per una profonda e migliore conoscenza di se stessi e del proprio corpo, passando attraverso il lavoro ed il rispetto del compagno.
Gli allenamenti si sono conclusi la domenica sera con la superba organizzazione di una cena di gala presso l’hotel Marriott che ha ospitato l’intera compagnia per la durata dell’evento.
Senza alcuna assegnazione preliminare di posti ai tavoli per ordine di grado, età o nazionalità, i partecipanti hanno entusiasticamente dato vita ad un “rompete le righe” completo, che ha portato a formare tavolate in cui non vi erano né maestri, né allievi o tantomeno stranieri, ma solo amici!
I membri dello Zenshin Dojo hanno ringraziato tutti i presenti che, con la loro vivace partecipazione, hanno dato vita ad un evento che l’amico Rob, visibilmente commosso, ha definito un proprio sogno nel cassetto.
Un pensiero ed un sentito ringraziamento è stato dedicato agli amici che con il loro impegno hanno reso possibile relazioni e collaborazioni internazionali, ma che non hanno potuto prendere parte allo stage in prima persona.
Lo stesso Maestro Koibuchi, a nome di tutto lo Yutenkai, ha ringraziato commosso tutti i presenti, per la partecipazione e l’interesse mostrato per gli studi che il loro gruppo porta avanti partendo dagli insegnamenti del venerato Maestro Shigeru Egami.
Dopo un amichevole e goliardico scambio di regali, ed una cena
British style, il sottofondo musicale ha assunto connotati molto dance ed i commensali hanno dato via alle danze, iniziando un “tira in pista” a cui neppure i maestri giapponesi si sono sottratti!
I più fortunati che hanno potuto prolungare la loro permanenza nel Regno Unito nei due giorni seguenti hanno avuto l’opportunità di visitare le città di Bristol e Bath.
Bristol si presenta come una laboriosa ma tranquilla città in un tipico sapore molto
british. Importante città industriale e culturale, il paese si presenta molto meno caotico e decisamente più a misura d’uomo rispetto a molte metropoli europee. L’attenzione per le persone è visibile nelle numerose strutture culturali e sportive presenti in città, nella quale regna un ordine tipicamente inglese. Il centro storico non manca di alcuni monumenti di interesse storico e di una tradizione portuale significante lungo il fiume Avon attorno al quale la città si è insediata.
Grande interesse ha suscitato, soprattutto nei visitatori italiani, la visita alla cittadina di Bath. Sorta attorno ad una sorgente naturale di calde acque termali, la cittadina vanta una storia bi-millenaria. Qui i romani edificarono un maestoso ed importante centro termale, dedicato alla dea Minerva, che divenne meta di pellegrinaggio, ristoro e cure per viandanti da tutto l’impero. I resti della struttura termale romanica sono stati molto saggiamente resi visitabili al pubblico attraverso la costruzione di infrastrutture turistiche che guidano ed illustrano (anche in diverse lingue, tra le quali l’italiano) la storia e la tecnica di costruzione dell’antico complesso.
Il viaggio si è concluso in un tipico
English pub, cenando a
fish and chips con abbondante birra e ... limoncello italiano!
Anche in questa occasione gli italiani hanno messo la propria firma in calce all’evento, concludendo l’esperienza con un vigoroso
Kanpai (brindisi) dal sapore anglo-italo-giapponese, e strappando ai Maestri dello Yutenkai, agli amici dello Zenshin Dojo ed a tutti i gruppi presenti un augurio di cuore: arrivederci a presto!
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ENGLISH VERSION HERE - VERSIONE INGLESE QUI}
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